8 Febbraio 2026

Ceglie ricorda Angelo Petracca

Il prefetto di Brindisi Guido Aprea mentre depone la corona in memoria del carabiniere Angelo Petracca
Il prefetto di Brindisi Guido Aprea mentre depone la corona in memoria del carabiniere Angelo Petracca

A 36 anni dal conflitto a fuoco in cui ha perso la vita l’eroico carabiniere, cerimonia nel luogo dell’agguato a Ceglie Messapica. All’incontro le forze dell’ordine, il prefetto, il vescovo di Oria e decine di studenti che commossi hanno partecipato alla commemorazione

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di Luca Dipresa

Sono trascorsi 36 anni ma il sacrificio del carabiniere ausiliario Angelo Petracca resta un ricordo indelebile per la città di Ceglie Messapica. E sono ormai ben sette lustri che, puntualmente, ogni 22 gennaio il suo sacrificio viene ricordato con una cerimonia che si svolge proprio nel luogo dove si verificò il tragico evento.

Angelo Petracca arruolatosi come carabiniere ausiliario nel 1989, prestò servizio presso la Stazione Carabinieri di Ceglie Messapica. Il 22 gennaio 1990, durante il suo giorno di riposo, intervenne con il brigadiere Raffaele Iacuzio e il carabiniere Oronzo Spagnolo per sventare una rapina presso una filiale della Banca Popolare di Lecce, a soli 400 metri dalla caserma. I tre militari, dopo aver indossato i giubbetti antiproiettile e armati con pistole mitragliatrici M12, raggiunsero rapidamente il luogo dell’assalto. I rapinatori, quattro uomini armati con fucili a pompa e revolver, stavano sfondando l’ingresso della banca. All’arrivo dei carabinieri, due banditi aprirono immediatamente il fuoco. Nel conflitto, il carabiniere Spagnolo fu ferito al ginocchio, ritrovandosi esposto al fuoco nemico.

Il vescovo Pisanello, il prefetto Aprea con sindaco e militari dell’Arma

Angelo Petracca, senza esitazione, lo aiutò a mettersi al riparo, sparando alcune raffiche per coprirlo. Durante l’azione, fu colpito mortalmente alla testa. Il brigadiere Iacuzio, terminati i colpi della sua pistola, recuperò l’arma di Petracca e continuò a sparare, costringendo i criminali alla fuga. Angelo Petracca morì poco dopo in ospedale, sacrificandosi per salvare il collega. Per il suo eroismo, il brigadiere Iacuzio fu decorato con la Medaglia d’argento al Valor Militare, mentre Spagnolo ricevette la Medaglia d’oro.

Questa la motivazione della medaglia d’oro: “A riposo settimanale in caserma, appreso che in un Istituto di credito della sede era in corso un tentativo di rapina, con altissimo senso del dovere, volontariamente si univa a Sottufficiale e pari grado, accorrendo sul posto. Fatto segno a proditorie e reiterate azioni di fuoco da parte dei malviventi e visto cadere ferito il commilitone, incurante del grave e manifesto rischio personale si esponeva coraggiosamente ai colpi dei malfattori. Reagiva quindi con l’arma in dotazione consentendo al carabiniere di porsi al riparo finché veniva mortalmente attinto al capo da una scarica di pallettoni. Fulgido esempio di elette virtù militari, eroico ardimento e generoso altruismo spinto fino al supremo sacrificio della vita».

L’intervento del sindaco Angelo Palmisano


Dopo la deposizione di una corona proprio nel luogo in cui si verificò l’evento, oggi Via Angelo Petracca, con la benedizione del vescovo di Oria Vincenzo Pisanello, gli interventi del Prefetto di Brindisi, Guido Aprea che si è rivolto in maniera particolare alle delegazioni di studenti dell’istituto comprensivo “Lucia Palazzo”, del sindaco Angelo Palmisano e del colonnello Leonardo Acquaro, comandante provinciale dell’Arma. Tutti interventi che hanno sottolineato il gesto eroico di Angelo e di come le forze dell’ordine presidiano il territorio a difesa dei cittadini. Toccanti gli interventi del sindaco del consiglio comunale dei ragazzi Bruno Cito e di alcuni studenti della scuola media e scuola primaria. Alla cerimonia erano presenti il fratello e la sorella di Angelo Petracca. Presenti anche, tra gli altri, Raffaele Iacuzio all’epoca brigadiere che partecipò all’azione ed oggi colonnello dell’Arma, i consiglieri regionali Luigi Caroli, Tommaso Gioia, i rappresentanti di tutte le forze dell’ordine.

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