23 Giugno 2024

Cegliesi con le stellette nella Guerra di Liberazione

di Domenico STRADA

Tre le poche cose  che una comunità  può  fare per rendere onore a chi dei propri figli, nel fiore degli anni, è stato chiamato a mettere in gioco la propria vita, prima ingannati da un regime totalitario e poi liberi e consapevoli di lottare per la libertà, vi è  quella di cercare  rinverdire e tramandare la loro memoria.

Partendo delle ricerche di Michele Ciracì, compendiate nella pubblicazione “Onor Caduti” ed . 2003, dai documenti  del padre Giuseppe gentilmente forniti dalla signora Luisa Argentiero integrati con quelli acquisiti presso l’Archivio di Stato di Lecce, è stato possibile ricostruire, seppur in maniera certamente non esaustiva,  le vicissitudini di due nostri concittadini  di Ceglie Messapica che, indossando le stellette, hanno combattuto  nel 2^ conflitto mondiale con disciplina ed onore, uno di loro fino all’estremo sacrificio.

Si tratta di due giovani poco più che ventenni, i quali, dopo l’8 settembre 1943, in uno dei momenti più difficili della Nazione, invece di nascondersi come tanti altri, hanno scelto liberamente di entrare a fare parte delle ricostituite Forze Armate Italiane per combattere il nazi-fascismo.

Preliminarmente occorre delineare un sintetico quadro storico degli eventi successivi all’8 settembre con la costituzione del Regno del Sud (nella foto di apertura, in alto, il re a Brindisi dopo l’armistizio). Forse non tutti sanno che proprio il Brindisino diventa il punto nevralgico per la ricostituzione del nuovo (ancora Regio) Esercito Italiano i cui reparti, integrati nelle Unità Alleate, parteciperanno alle varie battaglie che si concluderanno con la Liberazione dell’Italia nell’aprile 1945. Nel novembre 1943, a San Pietro Vernotico (Brindisi) viene costituito il 1^ Raggruppamento Motorizzato  con appena 5000 uomini, reparto a cui  il 22 marzo 1944 subentra il Corpo Italiano di Liberazione (CIL) su 25.000 uomini. Su richiesta degli Alleati  nel settembre 1944 vengono infine costituite 6 grandi Unità a livello brigata, denominate Gruppi di Combattimento Cremona, Friuli, Folgore, Legnano Piceno e Mantova di cui fanno parte soldati ma anche volontari e partigiani. 

D’Ippolito Ottorino di Beniamino e di Gioia Maria, nato a Ceglie Messapico il 26 marzo 1920, contadino, licenza elementare, appena 21enne, il 14 luglio 1941,  inquadrato  nella 121^ compagnia telegrafisti, parte per la campagna di Russia, riuscendo a rientrare  in Italia il 15 maggio 1943.

Giuseppe Argentiero con i gradi di caporale e le mostrine del Gruppo di Combattimento Folgore

Il soldato D’Ippolito all’indomani dell’armistizio dell’8 settembre 1943, entra far parte delle forze armate del Regno del Sud, come recita il suo foglio matricolare …”sottrattosi alla cattura in territorio nazionale occupato dai nazi-fascisti per ricongiungersi ad  un Comando Italiano”; il 7 gennaio 1944, è al 4^ Raggruppamento Genio e quindi al 51^ battaglione Genio misto, assegnato al Quartiere Generale del Corpo Italiano di Liberazione (CIL),  sempre  con il  delicato compito di telegrafista, rimane ucciso nel corso di un bombardamento aereo tedesco il  6 luglio 1944 nel corso della battaglia di Filottrano (AN).  Sepolto a Macerata, gli è stata tributata la Croce al Merito di Guerra.

Argentiero Giuseppe di Beniamino e di Epicoco Addolorata, nato a Ceglie Messapico il 29 ottobre 1921, anch’egli appena 21enne, con l’incarico di telegrafista (9^ reggimento Genio) , il 1^ giugno 1942 parte  la campagna di Russia, rientrando in patria il 1^ aprile 1943.

Dopo i fatti dell’8 settembre, si presenta ad un comando italiano;  il 10 ottobre 1944 risulta effettivo alla compagnia Teleradio del Gruppo di Combattimento  Folgore (in cui prestano servizio anche paracadutisti della divisione Nembo), partecipando ai combattimenti che portano alla Liberazione. Con il grado di caporale, Giuseppe Argentiero viene finalmente  posto in congedo il 29 marzo 1946.

Il 22 novembre 1946, il Ministero della Guerra gli  rilascia il Diploma d’Onore in riconoscimento della sua appartenenza durante la Guerra di Liberazione contro la Germania al Gruppo di Combattimento Folgore.

Siamo a pochi mesi dalla proclamazione della Repubblica; sul  modulo del diploma che reca ancora stampato lo stemma sabaudo, è apposto un timbro “Repubblica Italiana”.   Non si può sprecare niente, le risorse ministeriali, così come quelle del Paese, sono limitate,  solo la speranza nel futuro è tanta.

Ceglie Messapica  8 giugno 2024                                        

Related Post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *