11 Marzo 2026

I tesori di Ceglie e i progetti dimenticati

Il servizio di Telebrindisi andato in onda nel 2014 sulla proposta di un anfiteatro accanto alle mura messapiche
Il servizio di Telebrindisi andato in onda nel 2014 sulla proposta di un anfiteatro accanto alle mura messapiche

Quasi 12 anni fa un’associazione aveva sollecitato attenzione sulle condizioni della collina di via Muri, accanto al Municipio, proponendo un anfiteatro sul sito delle mura messapiche. Da allora sono rimasti solo i buoni propositi e le occasioni mancate anche all’interno dell’amministrazione comunale

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di Domenico Strada

E’ il 12 luglio 2014, Telebrindisi manda in onda il servizio giornalistico dal titolo “Ceglie Messapica un anfiteatro al posto delle mura messapiche e degli orti. Attivata petizione popolare per la salvaguardia” (clicca qui per vedere il servizio), nel corso del quale, intervistata, la giovane architetta Manuela Gervasi, afferma “… noi abbiamo la paura che facendo gli scavi e una movimentazione terra si possa modificare in maniera irreversibile la morfologia di questo territorio … noi come Associazione 72013 non abbiamo lanciato un allarme … abbiamo proposto una alternativa … noi vogliamo che questo progetto vada avanti ma che … diciamo … sia concentrato più sul restauro conservativo con tecniche di restauro conservativo delle mura messapiche che rappresentano l’identità del territorio cegliese e il rinvigorimento degli orti urbani … abbiamo presentato come alternativa e come esempi da seguire Locorotondo che ha fatto una politica di recupero … appunto di questa zona … ed e’ un tentativo assolutamente affascinante … e abbiamo portato anche un altro esempio … San Pietro in Positano dove gli chef coltivano direttamente gli orti adiacenti i loro ristoranti e la sera cucinano praticamente cio’ che l’orto produce durante l’arco della giornata …”.

Le condizioni di abbandono dei cosiddetti “orti urbani”

Da quel giorno sono trascorsi quasi 12 anni; nel frattempo il progettato anfiteatro non ha visto la luce e al suo posto sono stati piantati una bella vigna e alcuni alberi da frutto che fanno da cornice al tratto del sistema difensivo dell’antica Kailia di cui già 12 anni fa ne era stato auspicato il recupero. L’architetta Gervasi, a cui va riconosciuto il merito di aver avuto la sensibilità di contribuire, come associazione 72013, ad evitare che quell’area di pregio storico-archeologico, venisse stravolta dall’ennesima opera “creativa”, è divenuta assessore comunale.

Ci si aspetterebbe quindi da parte sua una particolare attenzione, se si segnala che quest’area necessita di manutenzione. Infatti appare estremamente urgente potare le viti che, avendo l’uva della passata stagione, ora rinsecchita perché non raccolta, attaccata ancora ai tralci, danno un senso di incuria e abbandono. Contestualmente, nelle more che sia dia seguito ad un’attività di recupero organico e valorizzazione delle mura, si potrebbe intanto tagliare le erbacce e raccogliere i rifiuti  per rivitalizzare il cosiddetto percorso archeologico già tracciato e segnalato. Quest’ultima attività, di non particolate complessità come può essere la potatura delle viti, potrebbe anche essere effettuata con il concorso di volontari della cosiddetta società civile, con modalità operative da concordare nel dettaglio con l’amministrazione comunale stessa o, sarebbe meglio, con l’assessore Gervasi.

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