11 Marzo 2026

Defibrillatore donato a San Rocco

La chiesa di San Rocco a Ceglie Messapica e,nel riquadro, il defibrillatore donato
La chiesa di San Rocco a Ceglie Messapica e,nel riquadro, il defibrillatore donato

Lo strumento salvavita è stato alloggiato su una parete esterna alla chiesa di Ceglie Messapica: è il regalo alla parrocchia da parte della dottoressa Paola Strada nel giorno in cui è andata in pensione

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di Damiano Leo

La dottoressa Paola Strada, andando in pensione, ha pensato bene di donare un defibrillatore alla parrocchia di San Rocco, in Ceglie Messapica, retta dal parroco don Lorenzo Elia.

Il generoso dono è stato subito accolto con gioia e il sacerdote, in accordo con il direttore artistico del teatro comunale, Enrico Messina, ha deciso di collocarlo su di una parete esterna della chiesa, per essere facilmente fruibile dalla piazza di San Rocco.

Il defibrillatore sulla facciata della chiesa di San Rocco

Puntuale il sentito ringraziamento alla famiglia della dottoressa Paola Strada, da parte di don Lorenzo, il quale ha sottolineato l’importanza del dono e si augura “che possa restare lì senza che ci siano atti vandalici che vadano a penalizzare l’uso di questo strumento”.

Ricordiamo, qualora ve ne fosse bisogno, che il defibrillatore è un dispositivo medico salvavita che serve a ripristinare il ritmo cardiaco normale in caso di arresto cardiaco improvviso.

Ci sono diversi tipi di defibrillatori, tra cui: quello esterno automatico (DEA), come quello generosamente e con cognizione di causa, donato dalla famiglia Strada e già disponibile in piazza San Rocco, dove insiste anche il teatro comunale, e quello impiantabile (ICD), impiantato chirurgicamente nel corpo del paziente.

Per utilizzare al meglio un defibrillatore occorre: accendere il dispositivo, premendo l’apposito pulsante di accensione; applicare gli elettrodi, rimuovendo la pellicola protettiva, al torace del paziente, come normalmente è indicato sul dispositivo; a questo punto il defibrillatore analizza il ritmo cardiaco del paziente e, se il DEA rileva un ritmo cardiaco anomalo, emetterà una scossa elettrica per ripristinare il ritmo normale. A questo punto, se il paziente non respira o non ha polso, inizia quell’operazione che viene definita RCP, cioè si effettuano 30 compressioni toraciche e 2 ventilazioni.

Tanto va effettuato fino all’arrivo dei soccorsi che, comunque, vanno subito allertati. A tal proposito ci sembra giusto evidenziare che, per il corretto uso di un defibrillatore, di cui meritoriamente il nostro territorio è ricco, bisognerebbe prendere coscienza di dover seguire appositi corsi di formazione per imparare a utilizzare un defibrillatore in modo corretto. Tutti i responsabili che lo hanno accolto ed istallato, dovrebbero controllare regolarmente il dispositivo per assicurarsi che sia funzionante, ma questo, ne siamo sicuri, il parroco don Lorenzo e  il responsabile del teatro, Enrico Messina, sapranno farlo o farlo fare, a beneficio di quanti, eventualmente, avranno bisogno  dell’utilizzo del defibrillatore, e quale forma di gratitudine nei confronti di chi ne ha fatto dono.

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