Il trofeo d’armi coniato sui reperti del cosiddetto “ripostiglio di Pisa” presenta forti analogie con quello che sarebbe stato forgiato dai messapi di Ceglie e riportato nel recente libro sulle monete attribuite a questo territorio. Si tratta del “Vittoriato” ed è parte del tesoro conservato nel Museo archeologico di Firenze
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di Domenico Strada
Il Museo Archeologico di Firenze, fra gli altri tesori, custodisce il cosiddetto ripostiglio di Pisa costituito da alcune decine di monete romane d’argento del periodo repubblicano, rinvenute nel 1763 all’interno di un vaso di terracotta. Le monete sono sostanzialmente tutte uguali (14 mm di diametro) e recano sul diritto la testa di Giove e sul rovescio la Vittoria che porge una corona ad un trofeo d’armi, sopra la scritta “Roma”.
Questo tipo di moneta, denominata “Vittoriato”, costituita da una lega d’argento (sino all’80%) e rame, coniata a partire dalla fine del III secolo avanti Cristo sino al 170 a.c. circa, rinvenuta in diverse quantità in più località d’Italia, fra cui in Puglia (Taranto n. 191, Gravina di Puglia n. 19, Canosa n. 117), si ritiene che fosse utilizzata come mezzo di pagamento degli auxilia, i reparti ausiliari italici alleati di Roma (fra i quali anche i Messapi).

L’aspetto che interessa noi cegliesi è che il trofeo d’armi coniato in questa moneta romana, in maniera evidente richiama stilisticamente quello coniato su una moneta attribuibile all’antica Kailia, descritta nella recente pubblicazione edita da Unitre Ceglie Messapica, dal titolo “Ceglie Messapica e le sue monete … e se fosse tutta un’altra storia?”. Si tratta di una forte analogia, rilevabile dal confronto delle relative immagini, meritevole di ulteriori approfondimenti e dell’attenzione dei concittadini appassionati, non potendosi escludere che altri Vittoriati siano in giro in collezioni private.

