Nato a Ceglie Messapica nel 1914 e vissuto nella vicina Villa Castelli: pochi ormai ricordano il pittore che è stato punto di riferimento nella pittura del secolo scorso, fino al riconoscimento di “senatore accademico”
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di Damiano Leo

Ci sono concittadini di Ceglie Messapica che, purtroppo e per vari motivi, nessuno ricorda più o, peggio ancora, nessuno conosce, pur essendo di una certa levatura e importanza. Uno di questi è sicuramente il pittore naif Giacomo Cesaria.
Ma chi era Giacomo Cesaria? Figura di rilievo che, purtroppo, da tutti dimenticata, anche se, in verità, nato a Ceglie Messapica il 19 giugno 1914, ma vissuto a Villa Castelli, dove già da tanto gli hanno dedicato una via nella zona dell’ex macello, fino al giorno della sua morte avvenuta nel 2005?
Giacomo Cesaria, fin dai primi anni di scuola, cominciò ad amare l’arte della pittura. Crescendo, la sua passione lo spinse a dipingere utilizzando varie tecniche: pastello, olio, acrilico. Gli organizzarono una prima mostra quando aveva appena 18 anni, sul piazzale della Chiesa Matrice di Villa Castelli. Le sue tele generalmente raffiguravano paesaggi campestri, o contadini, gli stessi che contemplava facendo oltre 15 chilometri al giorno, a piedi, per recarsi a scuola.

Nel corso degli anni del maestro Giacomo Cesaria hanno scritto vari quotidiani e periodici come: “La Gazzetta del Mezzogiorno”, “Il Secolo d’Italia”, “L’Osservatore Romano”, “Vademecum dell’Arte”, “L’Eco delle Arti” ed anche l’Archivio storico degli Artisti Italiani. Inoltre Cesaria è stato inserito nei cataloghi dei numerosi concorsi, mostre e premi a cui ha partecipato, sull’intero territorio nazionale. Ha ricevuto nomine di alto livello tra cui quella di senatore Accademico, in occasione del decennale dell’Accademia Toscana “Il Machiavello” (1971 – 1981), a Firenze e quella di “Membro Bonoris causa a vita”, da dell’Unione Italiana Artisti Letterati. Nominato anche critico d’arte internazionale da parte dell’Accademia Internazionale “San Marco” di Firenze, città d’arte per eccellenza.
Alcune sue opere furono esposte anche a New York. Un artista di tutto rispetto Giacomo Cesaria, per il quale rinverdirne la memoria è il minimo che la sua comunità deve e può fare, essendo Ceglie città d’arte e patria di Emilio Notte, uno dei padri del futurismo.

