Il sacello di Isabella di Noirot, duchessa di Ceglie, chiuso nella chiesa di San Domenico è inaccessibile come del resto l’intero complesso barocco. Purtroppo l’intera sacrestia è stata trasformata nel tempo in un deposito, mentre si spera in un nuovo interesse delle istituzioni
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di Domenico Strada
Il complesso monastico-architettonico di San Domenico, di cui questo sito si è più volte occupato, continua a serbare sorprese che ne confermano, purtroppo, lo stato di degrado e di irreversibile abbandono, nella indifferenza dei più.

Nella sacrestia, a cui si accede da una anonima saracinesca di norma sempre chiusa, posta in via Giuseppe Elia proprio di fronte all’ufficio informazioni e assistenza turistica, è presente il sacello di Isabella di Noirot, nobildonna di origini belghe, divenuta duchessa di Ceglie per aver sposato il duca Diego Lubrano, scomparsa prematuramente il 1° ottobre1641. Tale opera sepolcrale, catalogata al n. 00189915 dell’archivio del Ministero dei Beni Culturali, è sovrastata da una scultura che ritrae questa bellissima donna dai tratti nord-europei, acconciata secondo la moda dell’epoca, nel suo bellissimo abito delle grandi occasioni.
Questo gioiello è però divenuto inaccessibile come la chiesa di san Domenico che lo custodisce, anzi la sacrestia è divenuta un deposito di materiale vario di risulta dietro il quale fa furtivamente capolino l’immagine altera della duchessa, come si può intravedere da una recente foto allegata. Non pare una impresa ardua fare in modo che a questo monumento venga restituita la dignità che merita facendolo quindi diventare un elemento di attrazione per un turismo qualificato. Si spera che questo auspicio possa rientrare in uno dei tanti programmi elettorali in fase di approntamento.

