Da oggi, 14 gennaio, a venerdì si celebra a Ceglie Messapica il 133° anniversario della fondazione delle suore Domenicane. Sabato sarà ricordata la figura della Madre venerabile che papa Francesco ha definito “esempio della vita cristiana”
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A Ceglie Messapica si celebra il 133° anniversario della fondazione della congregazione delle suore Domenicane Missionarie di San Sisto (1893-2026), l’Istituto Sacro Cuore che ha sede a Ceglie, dando vita al Triduo in onore della venerabile Madre e fondatrice Maria Antonia Lalìa.
Il Triduo inizierà oggi, mercoledì 14 gennaio per concludersi venerdì, è un pio esercizio di tre giorni di preghiera in preparazione a un momento conclusivo previsto per sabato 17, quando la giornalista Agata Scarafilo ricorderà la figura umana della venerabile madre.
Si tratta di un evento pensato per celebrare le sue virtù eroiche, riconosciute, tra l’altro, da Papa Francesco, che la definì un esempio di vita cristiana.
In occasione della ricorrenza, le celebrazioni liturgiche previste durante il triduo saranno presiedute da padre Gaetano Cangiano O.P., che presso la Chiesa del Sacro Cuore di Ceglie (con inizio alle ore 18) tratterà tre temi secifici: “Incontrare Cristo per vivere la fede”, “Amare Dio per essere suo collaboratore” e “Fino al sacrificio di sé”.

Durante la serata conclusiva, Agata Scarafilo si soffermerà in particolare su “Madre Lalìa, donna operosa”, evidenziando l’attualità di una religiosa che, nella sua vita consacrata, ha saputo conciliare osservanza e libertà, fede e ragione, bisogni terreni (tra cui anche quello legato alla cultura) e bisogni spirituali.
Madre Lalìa dedicò particolare attenzione anche alla figura della donna, per la quale lottò per la sua promozione. Aspetto, questo, oggi molto sentito dalla coscienza ecclesiale, come afferma l’Enciclica “Mulieris dignitatem” sulla dignità e la vocazione della donna, di cui Madre Lalìa fu antesignana.
Profonda, inoltre, la sua spiritualità missionaria ed ecumenica, che fu anche evidenziata nel processo di beatificazione, nel quale fu riconosciuta la sua “forza profetica” e il suo desiderio di unità tra i cristiani e di rinnovamento della spiritualità domenicana.
Ancora oggi, presso l’Istituto “Sacro Cuore” di Ceglie Messapica, è possibile visitare la cella in cui Madre Lalìa, serva di Dio, trascorse quattro anni d’esilio e in cui morì il 9 aprile 1914. Solo nel 1939, le sue sacre spoglie furono trasferite nell’antica aula del convento di San Sisto a Roma.

