11 Febbraio 2026

Lo storiografo che riscattò il Sud

Feliciano Argentina, avvocato e "storiografo" di Francavilla Fontana ricordato nel centenario della nascita
Feliciano Argentina, avvocato e storico di Francavilla Fontana ricordato nel centenario della nascita

Il 13 settembre di cento anni fa nasceva Feliciano Argentina, avvocato di Francavilla Fontana che con capacità umanistica e imprenditoriale esaltò la ruralità della propria città e dell’intero Salento. Lo storico Gaetano di Thiene Scatigna Minghetti ne traccia una testimonianza schietta e, in alcuni cenni, persino inedita

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di Gaetano di Thiene Scatigna Minghetti

“Il tratto di strada che in Francavilla Fontana – ricorda Dino Satolli -, unisce la via San Giovanni con il maestoso Castello Imperiali è assai breve …”

“La motocicletta militare biposto che mi porta da Lecce si ferma davanti al portone del Palazzo Argentina … Guida preziosa … e’ per me Feliciano Argentina, studioso infaticabile di cose francavillesi … di Francavilla Fontana, che non consente oblii” (D. Satolli), Ritorno a Francavilla Fontana, in “Scena Illustrata”, Roma – febbraio 1981, anno 117, fasc. 2, p. 35

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Chi mi sta vicino o, soltanto, mi conosce, sa perfettamente come io rifugga dal festeggiare una persona, dal ricordare una data, dal celebrare una ricorrenza “a comando” in occasioni prefissate. In quanto, questo modo di fare sottende un qualcosa che mi pare sconfini nell’obbligatorietà jugulatoria, con venature che attengano al sentimento dell’ipocrisia. Per Feliciano Argentina, però, di cui in data odierna ricorre il centesimo anniversario della nascita, intendo venire meno a questa mia intima convinzione, rompendo il tabù che il mio sentire profondo, la mia quotidiana opinione, continuativamente, mi impongono.

Ritratto di Feliciano Argentina (1925-2000)

Le motivazioni che mi hanno spinto all’odierno comportamento sono molteplici e tutte, a mio personale parere, possiedono una ineludibile valenza. Ma è la odiosa cappa di oblio che è stata stesa intorno al nome ed alla figura dello Storiografo Feliciano Argentina – come per modestia, era propria consuetudine definirsi, ma che mi appare molto riduttiva in quanto l’avvocato, gli avvenimenti del passato non si limitava semplicemente, a “sciorinarli” anodinamente ma li discerneva cogliendone l’animus e l’interiore essenza – che mi induce, oggi, con queste mie amicali parole, quanto meno a menzionarlo per l’amore e l’impegno nutrito e dimostrato in ogni occasione occorsa della sua lunga, operosa esistenza di studioso vitale e di capace imprenditore e concreto operatore agricolo.

Un mio caro amico, ahimè, anche egli defunto, una volta, nel parlarmi di Feliciano Argentina – era costui, l’avvocato Giosuè Greco di  Ceglie, nipote, per parte della madre, del sindaco di Francavilla, Giosuè de Fazio – se ne uscì con questa espressione, nel dialetto di Ceglie che calza, come è usuale affermare, a pennello nei confronti di Feliciano Argentina: “Scriv’ libbr j ffasc’ mier'” intendendo sottolineare  dell’Avvocato francavillese, i due impegni-cardine nella sua operosa esistenza di ogni giorno: quello di ricercatore, mai intermesso, della storia della “città natia”, e l’altro anch’esso giammai venuto meno, di imprenditore e di consapevole “esaltatore” della ruralità francavillese e salentina fino a spingerlo a promuovere, il 21 giugno 1961, e a dirigere la C.A.F. , ossia la Cooperativa Agricola Francavillese che, assolutamente, contribuì a sottrarre i produttori di Francavilla Fontana ai ricatti ed agli impegni – capestro – ai quali erano stati costretti, fino a quel momento, a sottostare.

L’inaugurazione della Caf, la Cooperativa Agricola Francavillese: è il giugno del 1961. Accanto all’avvocato Feliciano Argentina il vescovo di Oria Alberigo Semeraro. Tra i presenti anche il senatore Antonio Perrino, il direttore didattico Aldo Taliento e Pompeo Braccio, ex sindaco di Francavilla

Erano giorni, quelli, sì di difficoltà e di crisi ma anche di entusiasmi fattivi e propositivi che fecero superare alla società produttiva dell’Alto Salento le stagnazioni in cui era impantanata l’imprenditoria salentina. Feliciano Argentina contribuì in modo determinante a superare le invidie,  gli egoismi, le umiliazioni, le rivalità becere aderendo con pienezza di ardore e rinnovato impegno al movimento interclassista nazionale dei Centri di Azione Agraria, fondato dal principe Sforza Ruspoli, curando, nell’ambito del movimento il settore Cooperativistico nell’intera penisola Salentina. “Certo, il seme era stato sparso – afferma Feliciano Argentina – in questa parte d’Italia anche con non poche delusioni …” (“La città natia”, p. 227).

“Ma cosa valgono i finanziamenti Governativi – chiede e si chiede retoricamente l’avv. Argentina – per il Mezzogiorno, quando manca l’anima sociale … ?” (Ivi, p. 227). Egli, con il suo lavoro, la sua opera, le sue convinzioni, l’identità personale e l’appartenenza familiare e sociale – gli Argentina sono una delle più prestigiose famiglie del “Salento nobilissimo”, baroni del Pieschio e San Todaro – contribuì a creare fra le genti del Meridione Salentino, anche con l’ausilio dell’avvocato Oronzo Melpignano, di Ostuni, suo valido sodale in tante dirompenti battaglie scatenate per il riscatto delle Terre del Sole, quell’anima sociale, quella mutua solidarietà che mancava tanto agli operatori agricoli del Mezzogiorno d’Italia.

Ora, a cento anni dalla data della sua venuta alla luce del 13 settembre del 1925, è giunto il momento di ringraziare l’avvocato Feliciano Argentina, anche se solo nel ricordo memore, per i suoi coraggiosi ed indiscutibili impegni culturali e socio-imprenditoriali, in favore delle popolazioni del Sud e rendergli un grazie convinto, concreto e durevole. A colui che ha liberamente operato senza mai nulla chiedere egoisticamente per sè. Solo, e semplicemente, per il prossimo in una dedizione, gratuita, esemplare, passionata. A volte, anche spregiudicata. Come poche altre hanno avuto vita in Francavilla Fontana. E nell’intero Salento.

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