23 Giugno 2024

È legge, il centro di riabilitazione passa all’Asl: promulgata la norma regionale

È stata promulgata la legge regionale pugliese che sancisce l’“Istituzione del Centro regionale di riabilitazione pubblica ospedaliera di Ceglie Messapica”: è stato infatti pubblicato oggi, 3 giugno, il provvedimento votato dal consiglio regionale pugliese e promulgato dal presidente Michele Emiliano. All’articolo 1 della  legge regionale 30 maggio 2024, n. 21, si afferma  che è “istituito il Centro regionale pubblico di riabilitazione ospedaliera di Ceglie Messapica (CRRiPOCeM), di proprietà e gestione interamente pubblica, incardinato nell’organizzazione funzionale della Azienda sanitaria locale (ASL) di Brindisi, corredato da tutte le unità operative, relativi day hospital e per tutti i livelli, regimi e fasi delle attività riabilitative”.

Sotto la legge regionale pubblicata oggi sul Bollettino regionale.

La vicenda approda in Parlamento. Amati: “Vogliono difendere il privato”

Intanto sarà affrontato in Parlamento il passaggio alla gestione pubblica del Centro di riabilitazione di Ceglie Messapica, decisione approvata da una legge regionale lo scorso maggio. Gli onorevoli Luciano Cesa (Unione di Centro) e Luciano Ciocchetti (Fratelli d’Italia) hanno portato all’attenzione di Montecitorio e del governo l’internalizzazione dell’ospedale d’eccellenza cegliese che dopo quasi 25 anni passerà all’Asl di Brindisi: il primo presentando un’interrogazione a risposta scritta, il secondo con un’interpellanza rivolta ai ministeri dell’Economia e della Salute per verificare il rispetto del piano economico e del piano di rientro.

L’iniziativa parlamentare è stata criticata dal consigliere regionale Fabiano Amati (Azione), primo firmatario della proposta votata a maggioranza dall’assise pugliese. E lo fa con un commento diretto: “È in corso un’offensiva parlamentare contro la legge pugliese per internalizzare la riabilitazione intensiva del Centro di Ceglie Messapica, oggi gestito dalla Fondazione San Raffaele” sintetizza.

Fabiano Amati

“In buona sostanza, due parlamentari che sulla carta dovrebbero sostenere senza timidezza l’erogazione pubblica dei i Livelli essenziali di assistenza – LEA, perché eletti e pagati dai cittadini italiani, si preoccupano di difendere il privato incaricato di pubblico servizio. E siccome il diavolo si dimentica sempre dei coperchi, gli atti di sindacato ispettivo mi hanno svelato l’esistenza di un contratto del 2008 tra ASL Brindisi e San Raffaele, sconosciuto alla Regione e dunque mai autorizzato e comunicato dalla ASL (anche nelle settimane scorse), dotato di una clausola nulla (violazioni di norme imperative) o annullabile in materia di durata, perché – sottolinea Amati – prevede la conclusione del rapporto di sperimentazione gestionale in coincidenza con una gara a evidenza pubblica, nella realtà mai espletata; una gara quindi, fantomatica, perché avrebbe dovuto essere bandita e conclusa nel 2009, ossia quindici anni fa. Si, esatto, quindici anni fa. Sarebbe come dire che il contratto si risolverà quando Gesù tornerà in terra a giudicare i vivi e i morti, data – com’è noto – sconosciuta al mondo”.

“Invito tutti gli amministratori pubblici, a vario titolo, a fare attenzione e a non ostacolare, con argomentazioni subdole e inutilmente complici, l’iniziativa di esaltazione del servizio pubblico posta in essere dalla Regione Puglia. E per ricordarsi di tutto ciò – conclude il consigliere regionale – basta andare in quel Centro e guardare negli occhi le persone degenti, così come capitò a me con Mattia.”

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