23 Giugno 2024

Riabilitazione: “A rischio 90 lavoratori”

Il Centro di riabilitazione di Ceglie Messapica
Amati: “A qualche rappresentante pubblico piace la gestione privata?”

Sul passaggio alla gestione pubblica del Centro di riabilitazione di Ceglie e sul futuro dei dipendenti impiegati nella struttura ha fatto sentire la voce Luigi Caroli, ex sindaco di Ceglie Messapica e attuale consigliere regionale pugliese in forze a Fratelli d’Italia. I timori di Caroli non sono neppure tanto nascosti, anzi appaiono allarmanti. Meritano comunque una verifica. “È evidente che fra il personale serpeggi un clima di grande preoccupazione, circa 90 rischiano di perdere il posto di lavoro. E l’arrivo di un commissario non credo sia risolutivo al fine della transizione che potrebbe, invece, avvenire”.

Ieri la Fials ha incontrato i lavoratori del Centro di riabilitazione dove sono stati affrontati i temi del passaggio alla Asl ed emerse le preoccupazioni dei collaboratori: a rischio sarebbero i lavoratori autonomi e gli assunti con contratti a scadenza.

“Era inevitabile – afferma Luigi Caroli – che aver voluto imprimere un’anomala accelerata alla trasformazione da privato a pubblico del Centro di Riabilitazione, gestito finora dalla Fondazione San Raffaele, avrebbe provocato forti preoccupazioni sia fra i pazienti, ma soprattutto (in questa fase) fra i circa 180 dipendenti”. Numero di lavoratori che, però, il sindacato contesta perché in forza effettiva nell’ospedale cegliese sarebbero meno per via dei turn-over.

“Ma veniamo al capitolo personale” sottolinea Caroli, il quale si dice sorpreso che “solo oggi, dopo 24 anni di gestione (sempre in prorogatio) alla Fondazione San Raffaele improvvisamente decida di far cessare la gestione privata per farla rientrare nel servizio pubblico”. E su questo punto chiama in causa il consigliere regionale Fabiano Amati, del gruppo di Azione.

Sul fronte occupazionale Caroli afferma che “la Legge prevede che il pubblico assorba fino al massimo del 50% di quello presente, per il tramite di una selezione per soli titoli… Francamente qualche dubbio questa discrezionalità la solleva. Intanto, bisognerebbe capire come sono stati assunti quelli che oggi lavorano?” ipotizzando intrecci e favori che, solo ipotesi “politiche”, avrebbero favorito l’impiego di alcune persone.

Per analizzare la situazione Caroli annuncia di aver chiesto l’audizione del presidente Michele Emiliano, in qualità di assessore alla Sanità, e del direttore generale della Asl di Brindisi, Maurizio De Nuccio.

Fabiano Amati: “Perché alcuni rappresentanti pubblici tirano per il privato?”

Pronta la replica del consigliere regionale Fabiano Amati (Azione) che parla ormai di paradosso della vicenda di Ceglie, un caso “che qualcuno sta costruendo attorno al presidio di riabilitazione di Ceglie Messapica”. Dopo aver elencato le ragioni del passaggio del Centro di riabilitazione alla gestione della Asl di Brindisi, affermando che quella attuale è “una sperimentazione gestionale” durata più di vent’anni,
Amati ricorda che “l’Asl Brindisi paga, all’incaricato di pubblico servizio San Raffaele, una tariffa pari a circa 10 milioni di euro annui. C’è che in questa tariffa è rappresentata anche una quota di remunerazione, salvo immaginare un’ipotesi di beneficenza”.

E dopo una serie di domande il consigliere regionale di maggioranza ne privilegia due: “Alla fine due domande dovrebbero svettare su tutte. Perché mai i Consiglieri regionali, eletti dal popolo, non dovrebbero riportare alla gestione pubblica, ossia quella del popolo, un servizio importantissimo come la riabilitazione intensiva, prevista dai Livelli essenziali di assistenza, a prescindere da ogni questione relativa alla contabilità? Perché mai in un sistema sanitario fondato sulla gestione pubblica ci dovrebbe essere l’eccezione del Centro di Ceglie Messapica? Cosa ha di peggio – conclude Amati – il personale della sanità pubblica, integrato dai lavoratori in transito e con la collaborazione delle università pubbliche, rispetto al privato incaricato di pubblico servizio?”.




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