23 Giugno 2024

Sfida sui dipendenti del Centro di riabilitazione

Il Centro di riabilitazione di Ceglie Messapica

È  una sfida che cresce nei toni quella tra il consigliere regionale Fabiano Amati, di Azione, e la Fondazione San Raffaele che a Ceglie Messapica gestisce il Centro di riabilitazione e che dopo 25 anni dovrà passare la mano con il trasferimento all’Asl di Brindisi. L’approvazione alla gestione pubblica votata il 24 maggio dal consiglio regionale pugliese avrebbe determinato tensioni che da 48 ore alimentano le pagine dei quotidiani e dei siti online. Il casus belli sarebbe il “licenziamento” di un professionista in servizio a contratto presso l’ospedale specializzato di Ceglie, atteggiamento che Amati ha definito una sorta di “ritorsione”, tanto da annunciare nei giorni scorsi una segnalazione alla Procura e alla Prefettura di Brindisi e nelle ultime ore l’ipotesi di un commissariamento della struttura.

Sul fronte occupazionale il presidente della Fondazione San Raffaele, Sergio Pasquantonio, ha risposto smentendo la circostanza ribadendo che “il riferimento fatto dal consigliere Amati a inesistenti licenziamenti è quindi del tutto fuorviante”. Sullo sfondo il destino dei lavoratori attualmente in servizio al Centro di riabilitazione di Ceglie che, come precisato dalla Fondazione San Raffaele, “ossia – come si legge in una nota – in relazione a quanto previsto al punto c), comma 268 della Legge 234/20021 richiamata nel succitato art. 4, rispetto al personale in servizio ad oggi di 181 unità, il personale sanitario e sociosanitario che potrebbe avere diritto al transito, ai sensi della predetta norma, conta nel complesso 77 unità di cui 2 medici, 9 infermieri, 85 terapisti 28 OSS, certamente insufficienti per garantire l’assistenza agli attuali 105 posti letto Non è previsto il passaggio di ulteriori figure professionali tanto meno dei contratti rapporto libero professionale o a tempo determinato”.

Questione chiusa? Per niente, tanto che anche il sindacato  per conto della Funzione pubblica della Cgil ha fatto scattare l’allarme sollecitando, peraltro, l’Asl di Brindisi a dare concretezza sull’”iter dettato dalla legge e fermare ogni tentativo di pressione su lavoratrici e lavoratori”.  E proprio oggi (lunedì 27 maggio) il consigliere Amati rilancia annunciando di aver chiesto  “alla Asl di Brindisi, al Nucleo ispettivo regionale (NIRS) e all’assessorato regionale alla Salute, un’ispezione presso il presidio di riabilitazione San Raffaele di Ceglie Messapica, per valutare eventuali irregolarità in grado di giustificare il commissariamento, anche per assicurare il regolare e immediato processo d’internalizzazione deciso dal Consiglio regionale. Il tutto partendo dalle lettere di cessazione del rapporto di lavoro, notificate con motivazione giuridicamente abnorme oltre che illegittima.”

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